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IL SACRO MILITARE ORDINE COSTANTINIANO DI SAN GIORGIO






Tralasciando la leggendaria attribuzione della fondazione di questo Ordine a Costantino il Grande, priva di fondamento, ricordiamo che viene generalmente ammesso che esso sia stato istituito nell'anno 1190 dall'Imperatore Isacco II Angelo Comneno. Le antiche denominazioni, oggi non più in uso, di “Angelico” derivarono dal cognome del supposto fondatore, di “Aureato” dal collare d'oro finissimo che portavano i dignitari, di “Costantiniano” dalla discendenza da Costantino, vantata dal fondatore stesso; l'invocazione di San Giorgio si riferisce al patronato del Santo guerriero di Cappadocia. Più che ad un vero e proprio atto di fondazione, l'indicazione dell'anno 1190 si richiama alla datazione dei primi statuti così come essi, assai più tardi, vennero pubblicati. La mancanza di genuinità di detti statuti ed una indubbia serie di discordanze nei contenuti, che ne pregiudicano l'autenticità, fanno piuttosto ritenere che, in realtà, l'Ordine Costantiniano possa essere stato istituito dai Latini durante il periodo del loro Impero costantinopolitano ed ereditato dall'Imperatore Michele VIII Paleologo all'atto in cui questi, abbandonata Nicea, riconquistò Bisanzio.
Dall'epoca del figlio e successore di Michele Paleologo, Andronico II (anni 1282-1328), si ha poi notizia certa della concessione della dignità cavalleresca da parte del Cesare orientale ad alcuni suoi fedeli, quorum aliqui equestrem e manu Imperatoris acceperunt.
La dignità magistrale della Religione rimase unita alla dinastia dei Paleologo, ma la storia dell'Ordine Costantiniano per tutto il periodo della sua permanenza in Oriente è, in pratica, ben poco conosciuta, e non si ha notizia che esso abbia preso parte a qualche fatto d'armi.
Sotto i colpi del sultano di Turchia Maometto II, l'Impero Romano d'Oriente scomparve con la presa di Costantinopoli del 29 maggio 1453: nel corso della furiosa battaglia cadde combattendo l'ultimo Paleologo regnante, che portava il nome glorioso del fondatore della più grande città dell'Europa orientale.
Il successivo destino dell'Ordine in argomento è troppo noto perché esso debba essere dettagliatamente esposto in questa sede e, pertanto, riassumeremo in breve gli eventi che lo riguardano.
Caduta Costantinopoli, i membri delle grandi case dell'Impero Romano-orientale, sfuggiti al massacro, si trasferirono, nella loro maggioranza, in territorio italiano, sede del Romano Pontificato cui domandarono, spesso ottenendole, assistenza e protezione. Nel corso del primo quarto del XVI secolo, la casa degli Angelo di Drivasto, i cosiddetti “principi di Tessaglia” , ricostituì l'Ordine Costantiniano assumendone il Gran Magistero e dotandolo di statuti promulgati nel 1522 e nel 1575: la Sede Apostolica, con bolla del 17 luglio 1551, riconobbe e confermò l'esercizio della dignità magistrale ad Andrea e Gerolamo Angelo di Drivasto. Corrente l'anno 1623, la suprema guida dell'Ordine venne ceduta a Marino Caracciolo, 3° principe di Avellino, con conferma di Papa Urbano VIII accordata in data 23 novembre dello stesso anno. Si noti come detto trasferimento, effettuato con il consenso della Santa Sede, costituisca piena prova della natura giuridica gentilizia dell'Ordine.
Morto il principe di Avellino, però, la dignità magistrale tornò nuovamente agli Angelo nel 1630 finché, nel 1697, Giovanni Andrea Angelo di Drivasto ne fece rinuncia in favore di Francesco Farnese, duca di Parma e Piacenza, e dei suoi eredi e successori: tanto l'Impero, quanto il Sommo Pontificato concedettero la loro approvazione. Fu in questo periodo che, a somiglianza di quanto aveva fatto l'Ordine Teutonico nei territori imperiali, l'Ordine Costantiniano armò nel 1699 un reggimento di fanteria, comandato da Cavalieri, che partecipò con onore alla campagna dalmata che la Serenissima Veneta condusse tra il 1715 e il 1719.
I Farnese, ormai prossimi ad estinguersi, stabilirono che il Gran Magistero sarebbe dovuto passare al personaggio propinquior defuncto Magno Magistro, propugnatus ex genere Farnesio. In tal modo, morto nel 1731 l'ultimo duca di Parma, Antonio, la dignità si trasferì all'infante don Carlo, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V, re di Spagna. Divenuto Carlo re di Napoli nel maggio del 1734, la sede dell'Ordine fu spostata nella capitale meridionale; da allora, sia pure con qualche contrasto prima con Maria Luisa d'Austria, divenuta signora del ducato parmense all'atto della Restaurazione, e poi con i Borboni della linea di Parma, l'Ordine Costantiniano è rimasto legato alla Casa i Borbone-Due Sicilie.
Ricordiamo che Papa Clemente XI, che era stato Cardinale Protettore dell'Ordine, con la bolla Militantis Ecclesiae , datata 27 maggio 1718, pose l'Ordine stesso sotto la protezione della Santa Sede e sotto l'immediata dipendenza dalla medesima. Rilevato che, nel corso dei secoli, è sempre stata caratteristica della Milizia Costantiniana di non essere considerata un Ordine legato ad una corona, bensì un bene familiare tramandabile dal padre al figlio primogenito o, in caso di estinzione, al parente più prossimo, anche dopo la caduta del trono delle Due Sicilie l'Ordine è stato regolarmente conferito. La Sede Apostolica riconosce la legittimità della continuazione della Milizia Costantiniana quale giuspatronato familiare connesso alla primogenitura discesa dal re Ferdinando I delle Due Sicilie. Ricordiamo, altresì, che il ripristino dell'Ordine negli Stati di Parma, voluto dalla duchessa Maria Luisa d'Austria il 22 aprile del1816, costituì piuttosto la fondazione di un Ordine nuovo, sia pur legato alle tradizioni di quello antico. Con la denominazione di “Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio” , esso fa oggi parte del patrimonio araldico della Reale e Ducale Casa di Borbone Parma.
Vogliamo ricordare, infine, che, “vedute le suppliche umiliate di Don Carlo Felice di Gaeta conte di Sant'Angelo Limosano, come luogotenente del Sacro Imperiale Ordine Bizantino e Costantiniano di San Giorgio, di patronato familiare dei Principi Paleologo eredi dell'Impero di Costantinopoli (nune vulgo Maestro Giovanni)”, re Francesco II delle Due Sicilie, con proprio decreto in data 5 settembre 1860, sancì che “il Sacro Imperiale Ordine Bizantino e Costantiniano di San Giorgio è riconosciuto in tutta la estenzione dei reali Dominii, secondo i suoi statuti e privilegi”.
(L.Borgia, da Atti del convegno “Storia,Spiritualità ed attualità della milizia costantiniana e cavalleria cristiana” 1998)



Immagini ed onorificenze costantiniane





I d’Alessandro e l’Ordine Costantiniano



Si rinvengono esponenti ascritti nei ruoli dell’Ordine Costantiniano sin dagli inizi del XIX secolo.
In particolare, alla data del 1802 risulta cavaliere di Grazia, Don Pietro d’Alessandro di Trani, già vice-console in Francia (annoverato nell’Almanacco Reale e di Corte del 1822).
Successivamente, a metà ottocento l’VIII° duca Giovanni Maria d’Alessandro di Pescolanciano fu fregiato della “Gran Croce del Sacro Reale” militare Ordine Costantiniano, il 19 febbraio 1860. Inoltre, alla data del 1861 lo stesso risultò essere ascritto nell’elenco dei cavalieri costantiniani come balì di Gran Croce di Giustizia (vedi foto), con S.M. re Francesco II di Borbone quale Gran Maestro.
Nel secondo dopoguerra, fu ascritto all’Ordine il X° duca di Pescolanciano, Don Mario d’Alessandro, noto alle cronache come il “marchese delle carrozze”.Costui entrò nella milizia costantiniana l’8 maggio 1961 con il grado di cavaliere di Giustizia.
Nel recente nuovo millennio sono entrati nell’Ordine Costantiniano, sotto il Gran Maestro S.A.R. Don Carlos di Borbone Due Sicilie infante di Spagna, con il grado di Giustizia, il XIV°duca Ettore d’Alessandro di Pescolanciano quale Delegato della Toscana (30 marzo 2005) e Don Alessandro dei nobili d’Alessandro di Montalto Uffugo (dicembre 2010)






Ruolo elenco Cavalieri Costantiniani alla data del 1826. Il cav. Pietro d’Alessandro



Ruolo elenco Cavalieri Costantiniani alla data del 1857. Il cav.Pietro d’Alessandro




Decreto Legge del 27 Agosto 1842, a firma di re Ferdinando II, sulla concessione di una rendita di
Commenda Costantiniana di Patronato familiare al figlio del duca Nicola M.II d’Alessandro di Pescolanciano.



Ruolo elenco Cavalieri Costantiniani alla data del 1861. Il cav. duca Giovanni M.d’Alessandro di Pescolanciano




Ruolo elenco Cavalieri Costantiniani alla data del 1861. Il Balì SE l’VIII duca Giovanni M.d’Alessandro di Pescolanciano



Ruolo Cavalieri di Giustizia duca D.Mario d’Alessandro. Il Cav.D. Mario d’Alessandro X duca di Pescolanciano



Pescolanciano: Cavalieri sotto il castello d’Alessandro. Croce Costantiniana nel cortile del castello



La cerimonia nel castello nel 2008. I cavalieri con il Delegato della Toscana D.Ettore d’Alessandro nella cappella ducale


Funzione costantiniana nel cortile e nella cappella ducale del castello (2009)


Il Delegato della Toscana Cav.D.Ettore d’Alessandro XIV duca di Pescolanciano.
Rassegna stampa sui costantiniani a Pescolanciano



Il Delegato della Toscana rende omaggio al sepolcro del I°Duca Fabio d’Alessandro
(chiesa S.Salvatore,Pescolanciano)



Napoli: Cerimonia di Investitura Cavaliere Costantiniano D. Alessandro dei nobili d’Alessandro di Montalto Uffugo