Menu a tab - Esempio JavaScript scaricato da HTML.it


Il Blasone La Tradizione Equestre fino al XV secolo La Tradizione Equestre dal XV al XXI secolo L'Ordine Costantiniano L'Ordine di Malta L'Ordine del Tempio L'Ordine della Giara Il Castello di Pescolanciano La Villa di Mergellina Il Palazzo di San Ferdinando Il Palazzo di Santa Lucia Il Palazzo del Corso Vittorio Emanuele Sant'Alessandro Le CeramichePersonaggi
News Attività








CALABRIA CITRA



Circa la probabile diramazione in Calabria di un ramo dei patrizi d’Alessandro partenopei, si ipotizza che questa debba farsi risalire al personaggio di Carlo de Alexandro. Costui come dai documenti citati da vari araldisti (D.D.De Daugnon, La Ducal Casa dei d’Alessandro, Mi 1880 pg.6; S.Mazzella, Descrizione del Regno di Napoli, Na 1601 pg.748) fu figlio di Angelo, luogotenente del Regno di Napoli e consigliere di re Carlo I d’Angiò, nonché vivente tra il 1226 ed il 1293.

Per la fedele collaborazione alla corona angioina da parte di vari esponenti della famiglia e per la sentita tradizione templare del Casato, anche detto Carlo fu investito di incarico governativo: ebbe la nomina di “Giustiziere di Calabria” nel rispetto proprio di quel consueto riconoscimento dovuto ai cavalieri del Tempio e loro progenie. Il di lui figlio, Giovanni I, viene annoverato dal citato Daugnon quale “barone di S.Giorgio”, da intendere la località del cosentinese di S.Giorgio Albanese. Mentre, altro figlio di Carlo, Gualterio, è menzionato tra i baroni del Regno di cui fu ordinata la “rivista in S.Germano” da Carlo II d’Angiò nel 1291 (Arch.Stato Napoli, -ex- registro angioino n.54, dal titolo Carolus II,1291 A.fol.104, repertorio compilato dal Griffo e consultato ancor prima del secondo conflitto mondiale, quando l’intero archivio angioino era ancora integro), testimoniando la continua vicinanza dei d’Alessandro alla dinastia francese.

Nel periodo tra fine XIII ed inizio XV secolo non si rinvengono, al momento, notizie genealogiche sui d’Alessandro in Calabria. Successivamente, invece, nell’archivio aragonese tra le fonti degli “Attuari diversi”(n.8117), viene citato il “magistro” Michele d’Alessandro per una transazione relativa ad un casale rustico in terra cosentina. La citazione riportata è la seguente: “In strumento seu copia d’esso autentica per l’illustre principe di Tarsia sopra la compra fatta del casale nominato Monte Sant’Antonio della Strigola,in pertinenze della provincia di Valle Grata del nobil Giacomo di magistero Michele d’Alessandro, detto Portiale di Castrovillari, guista lo territorio della Saracena et altri confini” (1445) (C.Buonaguro,I. Donsì Gentile, I fondi di interesse medievistico dell’Archivio di Stato di Napoli,Na 1999 pg.90).


MONTALTO UFFUGO


Arma: d’oro al leone di rosso con la banda di nero attraversante caricata di tre stelle e cinque raggi del campo.
Motto : Dignitas non moritur

Si rinviene documentazione specifica circa un nucleo patrizio dei d’Alessandro nella città di Montalto Uffugo, paese collinare in provincia di Cosenza.
Nel primo documento “Scritti del Padre Elia d’Amato in Pantologia Calabra”, si dice che “la famiglia d’Alessandro fiorente ormai in pietà, armi, ricchezze, nell’Albo dei fondatori del Monastero di S.Francesco di Paola (chiesa e convento risalgono al XVI secolo) di questa città, tiene luogo distinto: nel passato secolo venne fregiata di lauree dottorali nell’una e nell’altra legge, per le persone di Gaetano e di Carlo: venne addetta ai servigi degli Eccellentissimi Duchi Aragonesi, fu decorata di capitanato militare nella persona di Ignazio.
Tale memoria conferma che nel ‘500 i d’Alessandro erano già presenti a Montalto, importante centro economico del cosentinese (sviluppatosi lungo la via Aquilia che da Capua arrivava a Reggio Calabria) per le sue fiorenti attività mercantili (rese più sicure anche dalla posizione geo-morfologica del paese). Inoltre, sempre verso la metà del XVI secolo i d’Alessandro si trovavano “ai servigi” dei signori di Montalto: i duchi d’Aragona che subentrarono ai conti Ruffo.

Il secondo documento“Attestato del Sindaco di Montalto” datato 30 novembre 1793, riferisce, poi, che la città di Montalto aveva ottenuto per concessione di re Ferdinando I in data 1 gennaio 1489 il titolo di “fedelissima e nobile”. Si aggiunga che , precedentemente, nel febbraio 1473 per concessione di re Alfonso I d’Aragona la stessa città ottenne di essere governata da due ordini: “uno detto dei nobili Patrizi, e l’altro chiamato dell’Onorati Cittadini”. In tale sedile dei nobili di Montalto era segnata anche la famiglia d’Alessandro a far data, probabilmente, dallo stesso anno di costituzione dell’Ordine, tanto da avvalorarsi la tesi della presenza di detto ramo gentilizio in cotale cittadina ancor prima del XVI secolo. Riguardo ai personaggi di detta famiglia, lo stesso Attestato del Sindaco cita:

1. “Don Gaetano d’Alessandro, la famiglia del quale ave imparentato colla famiglia Alimena, Bernardo, Spadafora dell’antichi barone di Rose”. Nel documento di padre Elia si trae notizia che don Gaetano era valente dottore in legge, così come nell’ultimo documento, datato 1699,“Bolla dell’Ordine dei Minimi” (presente nel convento-monastero di S.Francesco di Paola), è riportato che “gli illustrissimi signor Gaetano d’Alessandro e D. Carlo d’Alessandro uomini di singolare dignità, fratelli germani”. Costoro, quindi, vissero a metà del XVII secolo e godettero, tra l’altro, delle grazie e privilegi spettanti agli eredi degli illustri benefattori dell’Ordine. Difatti, la Bolla, a firma del correttore generale G.Gresch, riporta che “la illustrissima Signora Olefina De Sanctis, (fu) singolare benefattrice del medesimo ordine è stata scritta e aggiunta nell’Albo delle fondatrici della discendenza della predetta signora Olefina in linea retta, discendono gli illustri signor Gaetano d’Alessandro e D.Carlo”.

2. “Don Carlo d’Alessandro -viene scritto- figlio di don Gaetano e D.Aurora Sacchini dei baroni di San Lauro e dei duchi di Cirella per parte di Donna Teresa Catalano, madre della suddetta Donna Aurora”. Il citato padre di Carlo e Gaetano visse tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo. Padre Elia aggiunge nei suoi scritti che “Carlo d’Alessandro dottore nell’una e nell’altra legge sopra lodato, cantore della chiesa collegiata di questa città. Protonotario apostolico, Vicario generale di Cosenza e di S.Marco, nell’una e nell’altra lingua in poesia ed oratorie dottissimo diè alla luce in italiano: il Panegirico sopra la città di Montalto, che si legge nel sesto nostro tomo circa il fine”(Elia, De Congressi accademici,Venetia apud L.Radici, 1721). Il D’Afflitto (E.D’Afflitto, Memorie degli scrittori del Regno, Na 1782, pg.205) aggiunge, inoltre, su tale personaggio che fu “aggregato alla patria accademia degl’Incolti” o meglio ricordata come “Degli Inculti”, sorta in Montalto nel 1701 e famosa per aver influenzato l’intera cultura meridionale di quel periodo.
E’ possibile vedere ancor oggi l’antica dimora di tale ramo, in quanto il palazzo d’Alessandro, risalente al XVI secolo, è tra quegli edifici cittadini che presentano un’architettura più elaborata e con caratteristiche rifiniture. Nei pressi dell’immobile un leggiadro viottolo a scalini, “salita d’Alessandro”, ricorda la presenza di detta famiglia nel paese.



Documenti Famiglia d'Alessandro ramo Montalto Uffugo (CS) :

- Attestato del Sindaco di Montalto:
"Noi qui sottoscritti Sindaci di questa nobile e fedelissima citta' di Montalto facciamo piena, certa ed indubbia fede per concessione di Ferdinando Primo Re di Napoli nel mese di gennaio dell'anno millequattrocentoottantanove per privilegio registrato nella Real Cancelleria Capitolorum terbio col. Ottanta fu concesso a detta nostra citta' di Montalto il titolo di Fedelissima e Nobile. La medesima citta' di Montalto viene governata da due Ordini, uno detto dei nobili Patrizi, e l'altro chiamato dell'Onorati Cittadini per privilegio di Sua Altezza Reale il Duca di Calabria Alfonso D'Aragona Primo Re, quale poi esso Alfonso fu re e fu chiamato Alfonso Secondo quale privilegio fu concesso nell'anno millequattrocentosettantatre propriamente nel mese di febbraio ecc. e confermato ecc. E ritrovandosi come si e' detto nel possesso di detto Sedile serrato ove non possono entrare od essere ammesse altre famiglie se non quelle sole che sono descritte e tra questi vi e' la Nobile Famiglia d'Alessandro dei quali individui e' il nostro concittadino Don Gaetano d'Alessandro, la famiglia del quale ave imparentato colla famiglia Alimena, Bernaudo, Spadafora dell'Antichi Baroni di Rose. E parimenti facciamo fede, che dalla sopra Famiglia d'Alessandro e' discendente Don Carlo d'Alessandro figlio di don Gaetano e D. Aurora Sacchini dei baroni di San Lauro e dei duchi di Cirella per parte di Donna Teresa Catalano, madre della suddetta Donna Aurora, onde in onore del vero ne abbiamo sottoscritto la pagina munita col nostro solito universale suggello." Montalto 30 novembre 1793. Firmato: Salvatore Nardi, Sindaco dei Nobili; Bernardo Bianco, Sindaco dei onorati cittadini.

- Scritti del Padre Elia d'Amato in "Pantologia Calabra":
La Famiglia d'Alessandro fiorente ormai in pieta', armi, ricchezze, nell'Albo dei fondatori del Monastero di S. Francesco di Paola di questa citta', tiene luogo distinto: nel passato secolo venne fregiata di lauree dottorali nell'una e nell'altra legge, nelle persone di Gaetano e di Carlo; venne addetta ai servigi degli Eccellentissimi Duchi Aragonesi , fu decorata di capitanato militare nella persona d'Ignazio; fu illustrata da nobili maritaggi tanto con persone illustri tra i suoi cittadini che forestieri. Carlo d'Alessandro dottore nell'una e nell'altra legge sopra lodato, cantore della chiesa collegiata di questa citta'. Protonotario apostolico, Vicario Generale di Cosenza e di S. Marco, nell'una e nell'altra lingua in poesia ed oratorie dottissimo die' alla luce in italiano: il panegirico sopra la citta' di Montalto, che si legge nel sesto nostro tomo circa il fine "De congressi accademici, Venetia apud L. Radici anno 1721".

- Bolla dell'Ordine dei Minimi:
"Noi fra Giuseppe Gesch, lettore giubilato, qualificatore della Suprema Inquisizione Spagnola Umile Correttore Generale di tutto l'Ordine di Minimi, sia noto a tutti che nel sesto capitolo Romano dell'Ordine dei Minimi, tenuto a Roma nel 1617 dai Padri Sinodali, la illustrissima Signora Orefina De Sanctis, singolare benefattrice del medesimo ordine e' stata scritta e aggiunta nell'Albo delle fondatrici del medesimo Ordine, per i moltissimi benefici di particolare importanza concessi al nostro convento di Montalto. Per cui sia nota a tutti che la medesima e' stata ammessa a godere la partecipazione e la comunione di tutte le grazie e privilegi, dei quali sogliono godere e partecipare le altre fondatrici del nostro ordine. Poiche' ora della discendenza della predetta signora Orefina in linea retta, discendono gli illustrissimi signor Gaetano d'Alessandro e D. Carlo d'Alessandro uomini di singolare dignita', fratelli germani, come a noi risulta da documenti autentici. Dichiariamo che a tenore delle presenti lettere i medesimi signori Gaetano e Carlo godono dei privilegi dei fondatori." 28 novembre 1699, firmato Giuseppe Gesch correttore Generale.





Annuario della Nobilta' Italiana




Anello con stemma di Leonardo d'Alessandro - Aurora Spadafora




Stemma sul Portale del Palazzo Alimena a Montalto




Stemma all'ingresso del convento di S. Chiara
in Salita d'Alessandro a Montalto




Palazzo d'Alessandro e Salita d'Alessandro in Montalto




Palazzo d'Alessandro a Montalto e Portone di ingresso dopo e prima del restauro






Bolla dell'Ordine dei Minimi




D. Carlo d'Alessandro:
Panegirico sulla Citta' di Montalto





Documenti Archivio di Famiglia



Famiglia nel 1920 c.a.




Tomba di Famiglia in Montalto




Genealogia



Daniele d’Alessandro (Sec. XVI - XVII) del ramo della nobile famiglia di Messina e dei Pescolanciano (residenti a Palermo) si porta ad abitare in Montalto contraendo matrimonio con Porzia Alimena fu Simone.

Leonardo d’Alessandro fu Daniele sposò Orefina De Santis che diede vitto e vestiti ai monaci di S. Francesco di Paola della città di Montalto ed aumentò il Monastero di fabbriche e di beni immobili. Ebbero tre figli di cui due maschi Gaetano e Carlo.

Carlo d’Alessandro (morto 1731) fu uomo di insigne dottrina, dottorato in Legge nella sapienza di Roma. Esercitò la carica di Vicario Generale nella Diocesi di Cosenza, Summarco, Cassano e Tricarico. Autore di diversi panegirici fra cui quello relativo alla città di Montalto.

Gaetano d’Alessandro fu Leonardo sposò Diana Bernaudo, Patrizia della città di Montalto. Fu Dottore delle Leggi , Regio Governatore della Calabria Citra e Regio Giudice in Feroleto, Nicastro, ecc.. Nel 1690 insieme al fratello Carlo fu tra i fondatori del Monastero dell’Ordine dei Minimi di S. Francesco di Paola di Montalto. Ebbe due figli maschi: Ignazio e Leonardo. Delle 4 figlie femmine, due di esse, Rosa e Maddalena si monacarono nel Monastero di S. Chiara di Montalto morendo in concetto di santità. Delle altre, una fu sposa a D. Carlo Cananea e l’altra a D. Fortunato Lepiane.

Ignazio d’Alessandro fu Capitano delle Milizie sotto il ducato degli Aragonesi.

Leonardo d’Alessandro sposò Aurora Spadafora dei Marchesi di Rose e di Beatrice Cananea con un unico figlio maschio: Gaetano.

Gaetano d’Alessandro (Sec. XVIII) sposò Aurora Sacchini del fu Antonio dei Baroni di San Lauro e di Donna Teresina Catalano Conzaga dei Duchi di Cirella. Gaetano ottenne nel 1793 a Montalto il riconoscimento di nobiltà con diritto di sedile. Ebbe un figlio maschio, Carlo, e due figlie femmine: Tommasina maritata con D. Raffaele Sacchini, e Maddalena, nubile.

Carlo d’Alessandro sposò D. Aloisa Gargiulo di nobile famiglia napoletana. Figli: Leonardo, D. Aurora, D. Anna Maria.

Leonardo d’Alessandro (Sec. XIX) sposò Letizia Virginia Grandinetti ed ebbe sicuramente un figlio maschio. Carlo.

Carlo d’Alessandro (Sec. XIX) sposò Olimpia De Bonis , ed ebbe sicuramente un figlio maschio, Alfonso.

Alfonso d’Alessandro (fine XIX, inizi XX sec.) sposò Maria Costabile. Figli: Carlo (1913-1983), Olimpia (1915-2000), Aurora (1917-2008), Franco ( 1918-1998), Gino (1923-1992).

Carlo d'Alessandro (Imp.) sposa Siria Porzio. Figli: Franco (1949) e Maria (1953). In seconde nozze sposa Marta Tronconi

Olimpia d’Alessandro (Ins.) nubile.

Aurora d'Alessandro, nubile.

Franco d'Alessandro (Maresciallo Aeronautica Militare) sposò Maria Primicerio (1930) della nobile Famiglia Zupi. Figli:
Luciano (1955) Colonnello Medico Aeronautica Militare, Cavaliere Ordine Equestre Santo Sepolcro di Gerusalemme,
Giancarlo (1957) Colonnello Medico Aeronautica Militare,
Alessandro (1959) Insegnante, Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Membro della Società Storia Patria Terra di Lavoro, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Arma Aeronautica.

Gino d'Alessandro (Ins. e scrittore) sposò Maria Andréé Fournier (1935). Figli: Maria Beatrice (1966) sposa Thiery Fontaine, hanno un figlio Leonardo Maria (1998).





MORMANNO



Ulteriore presenza di rilievo sul territorio calabrese “citeriore” è il nucleo familiare dei d’Alessandro di Mormanno, altro paese del cosentino situato nei pressi del monte Palanuda. Qui si rinviene una discendenza dal XVII secolo, i cui personaggi risultano titolari di terre (piccoli fondi rustici)limitrofe alla cittadina, tale da collocarsi tra le famiglie della piccola nobiltà locale. Sotto il Regno delle Due Sicilie ebbe,poi, i natali, in detta famiglia, l’illustre don Antonio d’Alessandro, dottore in medicina e chirurgia. Costui fu anche autore di varie opere scientifiche, quale “Cenno critico su gli avvenimenti di Mormanno nella Calabria Citeriore nei mesi di luglio-agosto e settembre 1837” dato alle stampe nel 1838. In tale libro il d’Alessandro lasciò un’accurata descrizione dei tragici fatti legati al diffondersi del morbo del colera in Mormanno e terre confinanti. Inoltre, lo stesso D.Antonio pubblicò nel 1846 altro trattato “Viaggio marittimo ad uso di Igiene navale, nella missione della Regal fregata Urania”, che fu il suo personale diario di viaggio quale medico della marina borbonica su una delle più importanti fregate della flotta duosiciliana, impegnata in un lungo viaggio nelle “Indie Occidentali” ed altri porti dell’oceano atlantico.
Tale ramo familiare ha posseduto un palazzo, tuttora esistente, caratteristico per taluni elementi architettonici di interesse artistico (portale, abbeveratoio, cisterna)


















Antonio D’Alessandro:
“Viaggio marittimo ad uso di igiene navale sulla Fregata Urania”, 1846




ROSSANO


Riguardo alla nobile famiglia d’Alessandro di Rossano, anche gli araldisti Di Crollalanza (G.B. Di Crollalanza, Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, Vol. I, ristampa Forni, Bo 1999 pg. 28) e Candida Gonzaga (B. Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d’Italia, Vol. I, ristampa Forni, Bo 1999) ne fanno menzione nelle rispettive opere.
In merito ai rami calabresi dei d’Alessandro, appartenenti comunque alla piccola nobiltà locale, occorre citare lo studio svolto da Umberto Ferrari (U. Ferrari, Armerista Calabrese, Bassano del Grappa 1971,pg. 12) sulle diverse famiglie dell’aristocrazia calabrese con proprie insegne araldiche. I d’Alessandro, secondo detta ricerca, risulterebbero “godere della nobiltà” non solo in Crotone, bensì anche a Vibo Valentia e Rossano nonché portare come arma quella ufficiale dello scudo “d’oro al leone di rosso attraversato dalla banda di nero caricata di tre stelle del campo”.